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Pasticciotto Leccese / 10 pz

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Descrizione

Il pasticciotto leccese è il  dolce in pasta frolla che dal Salento ha fatto il giro di tutta l’Italia, conosciuto ovunque per la sua bontà, facile trovarlo anche in pasticceria Napoli e in tutte le pasticcerie italiane. 

Ma come nasce questo dolce? Almeno sappiamo il nome dell’inventore di questa prelibatezza.

Ad inventare la ricetta del pasticciotto leccese sembra sia stato il pasticciere Andrea Ascalone. La storia narra che Ascalone in quel periodo fosse in difficoltà economiche e che voleva creare un nuovo dolce per fare il botto, allora trascorreva le proprie giornate a sperimentare nuove ricette. 

 

Quindi decise di mescolare impasto e crema avanzati dopo una torta e provò a realizzarne una più piccola. Il risultato però non lo fece impazzire, era semplicemente un pasticcio. Ascalone lo prese e ancora caldo lo regalò ad un passante il quale, invece, non smise più di fare complimenti a questo nuovo dolcetto. Don Silvestro, il passante, chiese una confezione di questi pasticcini d’asporto e allora il pasticciere si convinse. 

 

Così il pasticciere decise di continuare a farli. Perciò in vista della festa patronale, per la quale c’era una straordinaria affluenza di pellegrini nonché un maggior numero di tarantate (affette da tarantismo) desiderose di ricevere la  guarigione per intercessione di San Paolo.

 

Il pasticciere si arrovellava nella ricerca di un’attrattiva per i pellegrini e quindi cominciò a fare i pasticcini per loro, il concetto era fare delle piccole torte alla crema.

 

Ricetta pasticciotto leccese: cos’è

Il pasticciotto leccese è un dolcetto di forma ovoidale fatto di pasta frolla farcita di crema pasticcera, non è possibile farlo in mezza sfoglia. Lo trovate oggi in tutte le pasticcerie ed i bar del Salento, ma anche e in tutta Italia. Ottimo per fare colazione in modo tradizionale, come in Campania si fa col biscotto amarena

 

Si tratta di una tradizione antica di una colazione, quella del caffè e pasticciotto, che difficilmente resterà sempre tale. I più fantasiosi lo farciscono con l’aggiunta di creme differenti; come crema al cioccolato, alla Nutella, o con l’aggiunta di amarene. Ma il classico alla crema è imbattibile!

 

I segreti dei pasticciotti leccesi della pasticceria Ascalone

Ma esiste ancora la pasticceria Ascalone? Oggi la pasticceria si trova ancora nella sua sede storica, a due passi dalla Chiesa Madre

 

 A guidarla oggi sono i figli di Andrea Ascalone, scomparso nel 2015, conosciuto in tutto il Paese per i suoi pasticciotti. Una curiosità è che lo stesso Pontefice Giovanni Paolo II sia rimasto veramente conquistato dal pasticciotto leccese di Ascalone. 

 

A tal proposito il sig. Andrea avrebbe preso l’automobile alle 6 di mattina per recarsi all’aeroporto di Brindisi a far recapitare personalmente al Pontefice in partenza un vassoio di pasticcini appena sfornati.

 

La pasticceria produce quotidianamente anche divino amore, fruttoni che sono pasticcini glassati al cioccolato, con il guscio di frolla e ripieno di mandorle, caffè e rum, variando la produzione con l’avvicendarsi delle stagioni e festività.

 

Un gran segreto della famiglia Ascalone è quello di inserire lo strutto al posto del burro e anche di un pizzico di ammoniaca nell’impasto. 

 

Nella Pasticceria la Rocca a Napoli, puoi trovare dolci napoletani classici e anche per le festività, i pasticciotti leccesi e dolci siciliani come la torta delizia alla mandorla e i dolcetti di Pasta di mandorle

 

Pasticciotti leccesi si mangiano a Pasqua?

 

Tra i dolci della tradizione pasquale, in Italia ce ne sono tanti. Il primo è la colomba e in Campania ma anche in altri posti d’Italia si mangia la pastiera. 

 

Non solo però i tipici dolci servono ad imbandire la tavola a Pasqua, ma ci sono anche dolci della tradizione regionale che son mangiati anche quel giorno come il pasticciotto leccese, poi si mangia la Scarcella, una sorta di ciambella con uova sode e impasto salato. . 

 

Ovviamente senza dimenticare il migliore e senz’altro gettonato da grandi e piccini, ossia l’uovo di Pasqua, è possibile trovarlo anche in Pasticceria fatto con cioccolato artigianale ma in genere si compra quello già imbustato al supermercato ed è fatta. 

 

Ad esempio nel Lazio si mangia la Pigna dolce che è simile al casatiello napoletano dolce e anche la pizza di Civitavecchia, fatta con nocciola e cioccolato. In Piemonte si mangia il salame del papa, mentre in Sicilia si mangia la cassata come a Natale. 

 

Ad ideare la ricetta del pasticciotto pare sia stato Andrea Ascalone, pasticciere salentino diventato l’ignara firma di un dolce destinato ad entrare nella lista delle leccornie tipiche della regione.

 

Si racconta che Ascalone occupava le sue giornate a sperimentare nuove ricette. Una volta decise di combinare impasto e crema avanzati dopo aver infornato una torta, provando a realizzarne un’altra decisamente più piccola. Il risultato però non lo fece impazzire più di tanto, in fondo si trattava, di un dolce decisamente improvvisato, un pasticcio. Il primo pasticciotto della storia, Ascalone lo avrebbe quindi subito donato ancora caldo ad un passante il quale, invece, non smise più di fare complimenti.

 

Il passante che ne rimase sorpreso sarebbe stato invece don Silvestro, il prete del paese che ogni mattina faceva visita al pasticciere. Il sacerdote si innamorò subito di quel pasticcio e ne ordinò altri per la propria famiglia, con meraviglia da parte di Ascalone. Don Silvestro diventò così la migliore pubblicità per la sua nuova invenzione: in paese la voce iniziò a girare e i pasticciotti iniziarono ad andare a ruba.
La vera forma è quella ovale, ma le varianti del pasticciotto salentino non mancano. Ad esempio, un altro dei più noti, è quello napoletano, ripieno con la solita crema, ma insieme all’amarena. In commercio ci sono anche pasticciotti col cioccolato, con la marmellata, con crema pasticciera e anche con la gianduia.

Informazioni aggiuntive

Peso1 kg

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