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Caprese

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Torta caprese vendita online: un errore che ha fatto la storia!

Se provate a digitare sul motore di ricerca: “torta caprese vendita online” rimarrete sorpresi nello scoprire che il delizioso dolce della pasticceria napoletana dal gusto inconfondibile è ora disponibile sul web. Un dolce che vanta una storia davvero curiosa e molto antica, come del resto la stragrande maggioranza delle prelibatezze partenopee. Incontro tra diverse culture, i dolci tipici napoletani raccontano, attraverso ingredienti freschi e genuini, la storia di un popolo e delle relazioni sociali e delle interazioni con il resto del mondo. La fama di Napoli e della sua prestigiosa pasticceria, ha raggiunto, nel corso del tempo, i livelli di massimo apprezzamento. Conosciuta e stimata a livello nazionale e internazionale, allieta le tavole e delizia i palati da tempo immemore.

Ogni dolce racconta la propria storia tra un assaggio e una degustazione. E mentre con la famosa pastiera napoletana risaliamo gli scogli del Golfo di Napoli immergendoci nella leggenda della sirena Partenope, con la torta caprese ripercorriamo la storia di Maria Carolina d’Asburgo fino ad arrivare agli intriganti anni ’20 e ad al Capone. A sentirla raccontare sembra quasi una storia improbabile, ma la cucina partenopea è ricca di aneddoti, fantasia e leggende che si intrecciano con la realtà al ritmo di impasto con mandorle e cacao.

 

Torta Caprese Vendita Online: elogio all’errore!

Le storie principali che caratterizzano questa strepitosa torta napoletana, sono due. Entrambe risultano essere dei veri e propri elogi all’errore. Questo per far capire che la torta caprese è nata così, da un semplice e banale errore, che ha decretato la fortuna di molti. La prima leggenda vede protagonista Maria Carolina D’Asburgo e il famoso Re Nasone, ambientata nella bella Napoli Borbonica del ‘700.

 

Il capriccio della regina

Maria Carolina Luisa Giuseppa Giovanna Antonia d’Asburgo-Lorena, fortunatamente nota solo come Maria Carolina D’Asburgo, era un’arciduchessa austriaca che divenne sposa e quindi regina consorte di Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, soprannominato dal popolo il Re Nasone. L’unione, come spesso accadeva in quel frangente storico, venne decisa a tavolino. Maria Carolina non ne era particolarmente entusiasta. Andò sposa a Ferdinando a soli 16 anni e quando scriveva di lui alla famiglia in Austria, lo descriveva come ripugnante. Una descrizione che non voleva limitarsi solo all’aspetto fisico, che non era proprio di suo gradimento, ma anche e soprattutto al carattere. I due giovani sposi infatti erano davvero molto diversi dal punto di vista caratteriale.

Appartenevano a due diverse classi sociali, per così dire. Maria Carolina nata, cresciuta e da sempre vissuta nell’alta società austriaca era di bell’aspetto, elegante, raffinata e soprattutto acculturata. Ferdinando invece era un re sui generis, abituato a vagabondare per la città con altri “scugnizzi” della sua età e che a stento capiva l’italiano parlato dalla moglie.

Maria Carolina era molto capricciosa, un po’ a causa dell’età e un po’ per via della condizione in cui era stata costretta a vivere. Un giorno, abbandonatasi all’ennesimo capriccio e nostalgica dell’amata Austria, scese nelle cucina del palazzo ordinando ai cuochi di preparare una torta sacher. I cuochi che servivano a palazzo erano tutti di origine francese e non conoscevano affatto la ricetta della sacher. Nemmeno la regina la conosceva. Allora i Monsieur, cioè i cuochi, chiesero alla reggente di descriverne il sapore per sfruttarne il ricordo e provare a riprodurla. Gli chef tentarono di riprodurre la sacher, ma non vi riuscirono perché commisero un errore.

L’errore commesso però si rivelò ben presto un vero successo. I pasticceri infatti, non volendo, crearono la squisita torta caprese, così come oggi la conosciamo tutti, a base di: mandorle, cacao, uova, burro e zucchero, omettendo, non volendo, la farina che invece è presente nella ricetta della torta sacher austriaca. La torta riuscì comunque a conquistare i gusti difficili della giovane regina, che ne rimase esterrefatta ed impressionata vivamente.

 

La paura non fa solo 90, fa anche sbagliare!

Dalla Napoli Borbonica ci spostiamo avanti fino agli anni ’20 del ‘900 italiano, quando il nome del famigerato Al Capone inizia a circolare tra le strade di New York. Al Capone a soli 21 anni è già una celebrità nel mondo della Malavita americana e stringe diversi accordi con la mafia italiana, con quella irlandese e con i politicanti dello stato dell’Illinois. Non è ancora la vertice della sua fama, ma il potenziale criminale inizia a serpeggiare tra le strade di Chicago e non solo.

Per rinsaldare gli accordi con la camorra newyorkese  che all’epoca era strettamente legata a quella napoletana, il giovane Al Capone invia due dei suoi più fidati collaboratori a Napoli. I due gangster oltre a svolgere il lavoro affidatogli dal boss, si dilettano anche con i “colleghi” partenopei. In visita sull’Isola di Capri si svagano in piacevoli passeggiate, una delle quali li porta a visitare l’allora famosissima pasticceria del rinomato pasticcere Carmine di Fiore. Negli anni ’20 Carmine era il proprietario di una pasticceria di grande successo che si distingueva dalla massa grazie ad un sofisticato e all’avanguardia laboratorio artigianale.

I gangster ordinano a Carmine un dolce al cioccolato. Il pasticcere avendoli riconosciuti, entra nel panico e si spaventa a tal punto da sbagliare una delle sue più famose ricette di torte al cioccolato. Omette la farina dagli ingredienti e si trova a consegnare ai due malavitosi un dolce sbagliato. Carmine teme il peggio dall’insoddisfazione dei due pericolosi clienti. In realtà la coppia mangia con gusto la torta proposta senza nemmeno rendersi conto dell’errore fatto dal cuoco. Ne rimane così colpita che chiede addirittura a Carmine la ricetta. Il pasticcere è stupito e sollevato al tempo stesso. Visto però che la ricetta scritta non esiste, ne improvvisa la redazione seduta stante e la consegna ai criminali. Questi tornano in patria, oltre oceano, più che soddisfatti portandosi dietro uno dei più favolosi capolavori della pasticceria napoletana.

 

Torta Caprese: non solo in pasticceria

Questa torta ha attraversato secoli di storia per giungere fino a noi nella veste originaria. La ricetta è un must della pasticceria napoletana. é una delle più richieste per feste, ricorrenze, ma anche senza uno scopo principio (perché non serve una scusa per mangiarla!). Fortuna vuole che oggi sia possibile poterla gustare in tutta tranquillità semplicemente andando a digitare su Google: Torta Caprese vendita online” poche e semplici parole che possono portare in tavola la magia di questo dolce in ogni momento dell’anno.

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg

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